ELOGIO DELL’ERRORE
30/11/2011
Ho appena ricevuto le mie copie dell’edizione paperback di “Elogio dell’errore”. Erano molti anni che non buttavo un occhio su questo mio libro. Appena ho cominciato a leggere, ho rivissuto lo stato d’animo in cui lo scrissi. Credo che sia uno dei miei libri più “sentiti”; di sicuro, forse quello, o almeno fra quelli, a cui tengo di più. Si dice che ogni libro, di qualsiasi cosa tratti, è autobiografico. Credo sia vero: persino, se parla di coleotteri, testimonia del tuo interesse per i coleotteri.
Scrissi l’“Elogio dell’errore” in una stagione intermedia della vita, in cui non dico tutti, ma molti (io fra quelli) cominciano a guardarsi da una certa distanza, a giudicarsi, a vedere con occhio critico il proprio percorso. E, così facendo, valutano la quantità e la portata dei propri errori, cominciano a conoscersi. Per alcuni, inizia la stagione dei “se” e lo sterile esercizio di immaginare come sarebbe stata la propria vita, “se”. Tempo perso. Forse, di tutti i miei libri, l’”Elogio dell’errore” è quello di cui non cambierei quasi nulla, dovessi riscriverlo adesso.

