Adozioni e prevenzioni

Stavo rientrando dal centro commerciale, dopo aver acquistato un bel ferro rowenta, quando sul ciglio della strada noto un cucciolo di cocker impaurito. Mi fermo immediatamente, mi avvicino e lo porto dentro la mia automobile: non aveva tatuaggi, non aveva chip e sicuramente non vedeva cibo da tantissimi giorni.

Prima di tornare al rifugio ho fatto regolare denuncia ai Carabinieri e poi l’ho portato dal mio amico Nico – il veterinario di fiducia – per controllare non avesse malattie e per fargli tutte le vaccinazioni del caso. L’abbiamo chiamato “Cotone” in quanto morbido e tanto delicato.

Nico ha constatato che il cane ha solo tre mesi di vita, gli ha fatto tutte le vaccinazioni, dato da mangiare ed idratato quanto più possibile poi lo abbiamo messo dentro una coperta. Ero pronto per portarlo al rifugio quando la mamma di Nico, dal figlio per una commissione, guarda Cotone e se ne innamora immediatamente chiedendo di poterlo adottare: prendendomi in contropiede le ho spiegato tutto anche di aver fatto regolare denuncia e di dover attendere almeno una settimana prima di reputarlo adottabile.

La mamma di Nico è una donna molto determinata e quando vuole qualcosa è impossibile da convincere, così le ho lasciato Cotone, sicuro che avrebbe ricevuto tanto amore e che sarebbe stato in ottime mani. Una volta tornato al rifugio sono venuti a trovarmi i Carabinieri di zona comunicandomi che avevano preso il vecchio padrone di Cotone: la giustificazione dell’uomo si basava sulla tremenda voglia del cane di sparire da casa sua, così lui gli ha aperto la porta e l’ha lasciato libero.

Questo gesto gli è costato una multa molto esosa e una presa in giro da parte di tutto il quartiere. Di certo d’ora in poi sarà tenuto d’occhio soprattutto se a contatto con qualche animale – gatto o cane che sia.

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