Il ritorno

Una mattinata piena di visitatori per le adozioni al rifugio, poi un piccolo rinfresco per ringraziamenti e risposte alle domande. Mi stavo rilassando sul pc e facendo un po’ di shopping con l’acquisto di un termometro ambiente digitale per la casa quando suonano al campanello: affacciandomi ho trovato la mia ex fidanzata in piedi, con le valige e in attesa di essere fatta entrare in quella – che fino a pochi mesi prima – era la sua casa.

Mi sono recato al cancello e le ho aperto chiedendo cosa ci facesse nuovamente a Roma e soprattutto con quale coraggio si fosse ripresentata a casa: dopo un attimo di imbarazzo mi ha chiesto di poter entrare per spiegare tutto quanto. E’ venuto fuori che l’avessero licenziata in quanto scoperta insieme al figlio del capo, durante l’orario di lavoro e, che mai come in questi giorni avesse sentito la mia mancanza chiedendo di poter iniziare nuovamente dal principio tornando a vivere qui.

Non le ho negato l’ospitalità in quanto anche casa sua ma non ero intenzionato a tornare insieme a lei dopo tutto quello che aveva combinato, soprattutto per avermi lasciato con un semplice sms come se mi conoscesse da due giorni. Ore di pianti e spiegazioni per qualcosa che per me era già finito: per non sentire ulteriori parole le ho chiesto di dormire nella camera degli ospiti, condividere con me la casa sino a quando non avrebbe trovato una nuova sistemazione con liquidazione – da parte mia – della sua parte di casa.

La sua espressione era meravigliata ed incredula, convinta che tornando avrebbe trovato quell’uomo di sempre – pronto a consolarla e ingoiare ogni suo colpo di testa – che metteva da parte i propri sogni per far spazio ai suoi. Questa volta no perchè era finita e sigillata, seppur mantenendo un rapporto di estremo rispetto chiedendo di non disfare i suoi bagagli e di mettersi subito alla ricerca di una casa.

Biscotti a forma di animale

Oramai sono single ed i miei amici mi stanno spingendo per uscire con Sammy, ovvero la vicina di casa da sempre infatuata della mia persona. Mentre rientravo dal negozio con il mio nuovo acquisto ovvero una sedia da gaming me la sono ritrovata davanti al portone del rifugio con un cestino pieno di qualcosa che mandava profumi fiabeschi.

Per essere educato le ho proposto di entrare per bere qualcosa di fresco e mi sono reso conto di non essere mai stato così gentile con lei, forse per paura che la mia ex fidanzata fosse gelosa. Sammy entra in cucina e mi mostra il suo regalo ovvero dei biscotti di pasta frolla a forma di animale, appena sfornati e molto buoni: mentre assaggiavo i vari gusti e ripieni mi confida di sapere tutto della mia ex fidanzata e che finalmente avrebbe potuto chiedermi di uscire senza timore.

Erano passati pochissimi giorni dal messaggio famoso e non me la sentivo di uscire con una persona nuova rendendomi interessante ai suoi occhi (anche se lo ero già) e sfoggiare la mia compilation di barzellette per farla ridere. Non avevo interesse nell’iniziare tutto da capo e sentirmi dire di quanto io fossi affascinante seppur triste e che lei sarebbe stata la donna ideale per curare il mio cuore. Non avevo voglia, dopo 10 anni di fidanzamento e convivenza, di essere di nuovo in coppia e credere che comunque mi avrebbe lasciato per il primo bel fusto del posto.

Le ho spiegato il mio punto di vista dicendole che non era tempo, seppur lei molto carina e dotata di intelligenza particolare evidenziando i punti morti della mia anima e chiarendo che sarebbe dovuto passare del tempo prima di potermi affidare ad una persona, senza sentire il bisogno di scappare. Sammy era andata via da casa quasi incredula dalle mie parole ed io avevo continuato a mangiare i suoi biscotti.

La rapina

Al mattino presto ricevo un messaggio dal mio amico Manolo che mi chiedeva la cortesia di comprare per lui il tagliacapelli panasonic er 1611 al centro commerciale, visto che lui non aveva tempo di farlo. Dopo aver fatto colazione e sistemato gli animali del rifugio mi sono recato immediatamente al negozio, per non fare coda e per poter tornare subito a casa.

Un fatto inaspettato era però scritto nel mio destino: una rapina.

Mentre ero all’interno del negozio sono entrate due persone con tanto di passamontagna e pistole (rivelate successivamente finte) che ci hanno intimato di restare zitti, immobili a terra. Nonostante il mio tentativo di chiamare i carabinieri, il mio smartphone è stato preso e gettato a terra violentemente, rompendolo in mille pezzi: ho pensato al peggio sino a quando la voce esterna dei Carabinieri ordina ad uno dei ladri di uscire per parlare e concordare uno scambio. L’intervento delle forze dell’ordine ha peggiorato la situazione tanto da prendere a calci uno dei clienti per far vedere che non fossero li per scherzare, lasciandolo poi sanguinante in vetrina al fine che tutti potessero vedere di cosa fossero capaci.

Il titolare del negozio ha iniziato – su minaccia – a mettere tutti i soldi nelle buste, così come alcuni oggetti per poi portar loro sul retro e consegnare la chiave per l’uscita d’emergenza: lo stesso è stato poi legato ad una sedia e preso a pugni fino alla perdita totale dei sensi. Uno dei due è uscito dal retro per verificare la situazione ed è proprio quel momento che i Carabinieri sono riusciti ad entrare in negozio, afferrarlo e portarlo subito via. Nel mentre sono arrivate le ambulanze per curare le vittime e controllare che nessuno fosse rimasto scioccato dalla situazione; il secondo rapinatore ha avuto vita breve, fermato da un Carabiniere a pochi metri dall’uscita secondaria.

La festa del quartiere

La festa del quartiere si svolge ogni anno pre raccogliere fondi, cibo e giochi per gli amici a quattro zampe dei due rifugi presenti. Prima di recarmi alla festa mi sono concesso un acquisto presso il centro commerciale, ovvero un orologio subacqueo da immersione desiderato da tempo ma è anche vero che ogni tanto ci si debba fare un regalo.

La festa era già ricca di stand, spettacoli e musica con tanti cani e gatti adottati dai nostri rifugi e turisti che intendevano partecipare alla loro salvaguardia. Una richiesta particolare soprattutto di cibo per cani e gatti, al fine di poter sempre essere in grado di salvarne il più possibile.

Il mio stand si trovava vicino a quello di formaggi e al simpatico Manolo, un ragazzo spagnolo arrivato da due anni a Roma è diventato il re dei latticini in pochissimo tempo, con un amore per gli animali incredibile e la voglia di salvare ogni specie animale in ogni modo possibile.

Le persone amavano tantissimo il gruppo formato da me, Manolo e il verduriere Mirko: un trio fatto di battute esilaranti e prese in giro sulla situazione sentimentale di ognuno. Mentre io ero stato lasciato per messaggio dalla mia fidanzata trasferita a Boston, Manolo era venuto in Italia per stare insieme alla sua fidanzata che è poi scappata con un agente di commercio (ed è andata a vivere a Madrid, tra l’altro), Mirko invece era fidanzato con un ragazzo del quartiere che si è scoperto eterosessuale dopo 4 mesi di convivenza; insomma una situazione da telefilm incredibile e surreale.

Tra i vari aneddoti divertenti eravamo riusciti a raccogliere tantissimi soldi per i due rifugi e pappa a volontà per tutto l’anno in corso. Non solo: tre adozioni e una promessa di visita per fare del volontariato. Una bellissima giornata divertente e appagante, terminata tardissimo e continuata con qualche bicchiere di vino tra amici.

La fine

Una giornata molto caotica, iniziata con l’arrivo del corriere per la consegna di molti pacchi. Nonostante io attendessi la consegna di [SEGNALIBRO] già da parecchi giorni, questo sembrava essersi perso nel nulla: ma la colpa era del corriere che aveva consegnato a me i pacchi di mio fratello Gianni e viceversa.

Sistemata la questione del corriere ho iniziato a curare il giardino ed occuparmi dei piccoli ospiti del rifugio, quando la ricezione di un messaggio lungo ed articolato ha cambiato totalmente l’andamento della giornata. La mia fidanzata – dopo una settimana di silenzio – invia un messaggio su whatsapp dicendomi che non sarebbe più tornata, che il lavoro stava procedendo al meglio e che l’amore avesse nuovamente bussato alla sua porta. In tutto questo la morale era che non volesse farmi soffrire e che dopo 10 anni di vita insieme tutto questo era molto difficile da affrontare: sono rimasto per mezz’ora a fissare il vuoto con il cellulare in mano, senza degnarla di una risposta.

In un primo momento ho ignorato completamente il messaggio, sino a quando non ho raggiunto gli amici al bar per un aperitivo e ho chiesto loro come comportarmi in merito: mentre uno diceva di rispondere, l’altro mi chiedeva di lasciarla perdere sino al terzo che ha pensato di tirare fuori ogni tipologia di aggettivo scadente per dedicarglielo. Ho seguito l’istinto ignorando completamente ogni parola, forse perchè dopo 10 anni di vita insieme mi sarei aspettato una telefonata e delle scuse ben fatte.

Non ricevendo alcuna risposta la mia ex fidanzata ha continuato a mandare messaggi, prima di comprensione e poi di insulto descrivendomi come un vigliacco che non riusciva a prendersi le proprie responsabilità. Ho continuato a stare con gli amici e ridere della situazione, seppur dentro stavo male e mi chiedevo cosa avessi fatto per farla allontanare così in un attimo da me.

Croccantini scaduti

Croccantini scaduti

Mi sono recato al centro commerciale di Napoli per fare la spesa, acquistare i croccantini e ritirare [SEGNALIBRO], dimenticato dal negoziante la settimana precedente. Una volta tornato a casa ho sistemato tutto ma ho notato che la scadenza dei croccantini fosse già passata da circa un mese; visto il costo e la marca prestigiosa ho contattato subito il centro commerciale riferendo dell’accaduto con risposta dell’addetto di non poterci fare nulla.

Il problema di fondo è stato che me ne sarei dovuto accorgere prima del pagamento e non successivamente. Non volendo arrendermi mi sono recato di persona all’ufficio preposto dove mi è stato nuovamente ripetuta la stessa frase con l’aggiunta che tanto il cibo fosse destinato agli animali, quindi non sarebbe stato un problema avesse fatto loro del male.

Dopo questa infelice esternazione ho chiesto di parlare con il Direttore, insistendo perchè la merce venisse immediatamente cambiata e che l’addetto ricevesse un richiamo per le parole utilizzate. Un’ora di conversazione animata che è terminato con il cambio della merce e relative scuse da parte dello staff, dichiaratosi stanco ed infelice. La giornata era inziata male ed è continuata peggio, considerando il fatto che uno dei gatti del rifugio si fosse sentito male in mia assenza: una corsa rapida da Nico e la conferma che il piccolo avesse ingerito un corpo estraneo.

Nico ha operato il piccolo e, nonostante il bel rapporto, il costo relativo era stato veramente alto tanto da dover chiedere di poterlo pagare piano piano. Lasciato il gatto dal veterinario, sono tornato a casa per fare una doccia e leggere un libro regalato dalla mia fidanzata sulla cura del giardino e di come trasformare un semplice terreno in qualcosa di vivibile e bello da vedere.

Avendo uno spazio grande ed incolto, mi sembrava carina l’idea di trasformare il tutto in un posto degno di nota pieno di piante e fiori colorati.

I dubbi

La mattinata scorreva tranquilla, gli animali ospiti del rifugio si godevano il sole ed io avevo deciso di fare qualche acquisto online, soprattutto mirato a [SEGNALIBRO] per la quale ho atteso le offerte del week end.

Dopo pochi minuti mi è arrivato un messaggio su whatsapp dei miei amici che intendevano venire a casa mia con pizze, per passare del tempo insieme: visto il loro imminente arrivo ho pulito casa e messo le bibite in fresco, pronto ad accoglierli.

Sono arrivati i miei cinque più cari amici con tanto di pizza fumante e profumata, pronta per essere mangiata; tra una fetta e un bicchiere di bibita, Antonio ha preso la parola ed hanno iniziato a parlare della mia fidanzata e che secondo loro potesse avere un altro. Il dubbio nasce da un post di Facebook dove lei è ad una festa, abbracciata ad un ragazzo molto carino e scrive “Chiedimi se sono felice…” con tanti smiles e cuoricini.

I miei amici hanno pensato di dirmelo proprio perchè lei ha fatto in modo che io non potessi vedere il post – non pensando che tutto il resto del mondo me l’avrebbe comunicato prontamente – e perchè non vogliono vedermi soffrire. Dopo la notizia la sofferenza è emersa così come ogni tipo di dubbio esistente, perchè mi sentivo tradito e non mi avesse nascosto il post non avrei pensato male di lei. Purtroppo, nonostante cercassero di farmi ridere, sono rimasto muto per tutto il resto del pranzo – non toccando più la pizza.

Una volta da solo mi sono vestito ed ho raggiunto la palestra – mia grande passione – dove ho potuto scaricare i nervi, ascoltando solo la musica ad alto volume e null’altro, spingendo sui muscoli delle game e pensando a come agire in merito, mandandole un messaggio oppure attendendo una sua chiamata.

Adozioni e prevenzioni

Stavo rientrando dal centro commerciale, dopo aver acquistato un bel ferro rowenta, quando sul ciglio della strada noto un cucciolo di cocker impaurito. Mi fermo immediatamente, mi avvicino e lo porto dentro la mia automobile: non aveva tatuaggi, non aveva chip e sicuramente non vedeva cibo da tantissimi giorni.

Prima di tornare al rifugio ho fatto regolare denuncia ai Carabinieri e poi l’ho portato dal mio amico Nico – il veterinario di fiducia – per controllare non avesse malattie e per fargli tutte le vaccinazioni del caso. L’abbiamo chiamato “Cotone” in quanto morbido e tanto delicato.

Nico ha constatato che il cane ha solo tre mesi di vita, gli ha fatto tutte le vaccinazioni, dato da mangiare ed idratato quanto più possibile poi lo abbiamo messo dentro una coperta. Ero pronto per portarlo al rifugio quando la mamma di Nico, dal figlio per una commissione, guarda Cotone e se ne innamora immediatamente chiedendo di poterlo adottare: prendendomi in contropiede le ho spiegato tutto anche di aver fatto regolare denuncia e di dover attendere almeno una settimana prima di reputarlo adottabile.

La mamma di Nico è una donna molto determinata e quando vuole qualcosa è impossibile da convincere, così le ho lasciato Cotone, sicuro che avrebbe ricevuto tanto amore e che sarebbe stato in ottime mani. Una volta tornato al rifugio sono venuti a trovarmi i Carabinieri di zona comunicandomi che avevano preso il vecchio padrone di Cotone: la giustificazione dell’uomo si basava sulla tremenda voglia del cane di sparire da casa sua, così lui gli ha aperto la porta e l’ha lasciato libero.

Questo gesto gli è costato una multa molto esosa e una presa in giro da parte di tutto il quartiere. Di certo d’ora in poi sarà tenuto d’occhio soprattutto se a contatto con qualche animale – gatto o cane che sia.