La fine della questione meridionale

Pino Aprile

Pino Aprile

Giornalista e scrittore, pugliese, residente ai Castelli Romani, anni di lavoro a Milano. È stato vicedirettore di Oggi e direttore di Gente; per la Tv ha lavorato con Sergio Zavoli all’inchiesta a puntate “Viaggio nel Sud” e al settimanale di approfondimento del Tg1, Tv7.
Per Piemme ha scritto Il trionfo dell’Apparenza, sul deludente esordio del terzo millennio, Elogio dell’imbecille, Elogio dell’errore, accolti con successo e tradotti in molti paesi, adottati in alcuni corsi universitari di management. In Spagna, Elogio dell’imbecille è stato a lungo in testa alle classifiche.
Dopo le dimissioni da Gente, si è dedicato alla sua “malattia”, la vela (ha anche diretto il mensile Fare Vela e scritto libri di mare e vela per Magenes, Il mare minore, A mari estremi, e per Electa-Mondadori, Mare, uomini, passioni).
E non intende smettere…

Commenti al post Pino Aprile

  1. Domenico Creazzo

    31/12/2011 - 2:09 pm

    Una mattina ti svegli e …………………..

    Dopo tanti anni passati a combattere l’ingiustizia, sacrificando
    tutto te stesso e tutto di te stesso, una mattina ti svegli e scopri
    che le roccaforti del tuo avversario, intatte fino alla sera prima,
    si stanno sgretolando. La cosa straordinaria? …che ad abbatterle
    è il tuo stesso avversario, quello che ieri, quando gli contestavi
    violenze, abusi, sopprusi e bugie, ignorava tenacemente le tue
    verità quasi a voler appesantire ulteriormente il proprio indegno
    fardello.
    Quando catapultavi i tuoi ordigni oltre le mura dell’ avversario
    venivi irriso due volte: “non solo manca le mura, è così ingenuo
    da pensare di abbatterle con ordigni di carta, pesante, ma di carta.”.

    Ora però, i fili d’inchiostro diligentemente ordinati intorno alle parole
    che formano verità inconfutabili, che impregnavano e impregnano i
    tuoi ordigni, cominciano a fare il loro effetto e, man mano che sfilano
    sotto i suoi occhi increduli, rendono il tuo avversario più forte, di
    quella forza però, non da scagliare contro di te, ripetendo il crimine,
    ormai svelato, ma quella forza che gli permetterà di:
    TROVARE IL CORAGGIO DI VERGOGNARSI , delle azioni commesse
    dai propri avi, quelli che incensava e in cui si riconosceva e delle proprie
    azioni, quando, pur ignorando la verità, irrideva, scherniva e continuava
    a raziare non solo i diritti ma fin i meriti, di altri esseri umani, per giunta
    connazionali.
    Per tutti noi esiste qualcosa da cui doverci riscattare, ma bisogna urlare che,
    in questa nostra Italia, in questo nostro Mondo, il primo e prezioso bene
    da riscattare è la dignità di noi esseri umani, vergognandoci delle azioni ingiuste
    commesse da nostri simili, ovvero, riconoscendole per tali e, se dovesse
    servirci altro coraggio, basta leggere Pino Aprile, scartare i suoi ordigni e
    farsi avvolgere da quei fili d’inchiostro che mentre stritolano la nostra
    prepotenza, la nostra indifferenza e la nostra onnipotenza, consolidano
    il solo patrimonio per il quale è giusto combattere, la libertà.

    A Unomattina del 31 dicembre 2011, Antonio Capranica, del quale non
    sempre ho condiviso il servizio reso alla verità storica del nostro paese,
    pronuncia quelle parole che fino a ieri non avrebbe mai detto. Mentre
    Pino Aprile, con il suo “…trovare il coraggio di vergognarsi… “,
    rinnova, dopo molti mesi, l’entusiasmo, fustrato dalla dura quotidianità,
    a impegnarmi, umilmente, ma con forza e determinazione a diffondere
    verità importanti e salutari per la nostra Nazione.

    Sarebbe ora che anche i vari vocabolari italiani di tutte le lingue definissero
    la parola Brigante anche :”partigiano della resistenza meridionale agli
    invasori del Regno delle Due Sicilie nel 1861″. Se dovesse servire del coraggio?
    basta leggere Pino Aprile, ma anche Antonio Ciano, ma anche tanti altri.

    Auguri a Pino Aprile, Antonio Ciano, tutti i loro collaboratori e colleghi
    impegnati perchè l’Italia ritrovi la propria dignità attraverso il ripristino
    ossequioso della dignità calpestata e nascosta di un popolo che, per tutela
    della propria dignità umana, voglio ancora chiamare Duosiciliano. Perchè
    fino a quando, i libri scolastici delle scuole italiane non ripristineranno la
    verità, scrivendo anche quella fino a oggi omessa del Regno delle Due Sicilie,
    quel popolo non si sentirà mai e per intero, parte integrante del popolo
    italiano, salvo l’averne il maggior merito e titolo avendo versato più sangue,
    più denaro e più lacrime di altri italiani. I quali, oggi, ma guarda il caso,
    proprio oggi, scoprono di essere”padani”.
    “Scientificamente” oggi come ieri, a muovere gli animi di questi uomini è
    una sola e incrollabile fede, quella nel “dio denaro”.

    Contro simil viltà, quindi, caro il nostro Pino Aprile, l’assedio sotto le mura
    di questi imbecilli fra gli imbecilli (quali, tua culpa, abbiam scoperto esser
    tutti noi), richiede molte dosi di coraggio, molte più “catapulte”, che grazie
    al tuo prezioso contributo, molti italiani (dalle Alpi alla Sicilia) stanno costruendo.

    Grazie dell’ospitalità.

    Saluti.

    Domenico Creazzo

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